Invisibile

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INVISIBILE

Ascolta la notte

Respirala

Sono io

Che ti sto sfiorando

Mentre le tue mani mi cercano al buio

Io sono lì

Accanto a te

Sono io

Che ti scivolo addosso

Suadente

Che ti ghermisco l’anima

Impudente

Indecente

Prepotente

Perché mi appartieni

Ora e sempre

E ogni notte

Quando il mondo tace

Verrò da te

Perché senza te

Io sono niente senza te

©Elisabetta Barbara De Sanctis 25/06/2016 all rights reserved

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Anima e Carne: quando l’anima ascolta la poesia

“La Poesia è parte di me, della mia vita, tocca corde  profonde in un angolo nascosto, a volte inaccessibile. È il cuore? È l’Anima? Non lo so.
La Poesia è emozione, le parole sono emozioni e quando urgono dentro, posso solo lasciarle scorrere libere, non importa dove, lasciandomi condurre nei recessi più profondi del mio essere fino a che sento la passione bruciarmi nelle vene. 
Sono frammenti di me che nascono in un centro, per esplodere in ogni dove. Sono orgasmi d’anima”.

Così recita la sinossi di Anima e Carne, quella che ancora stento a definire una silloge. Non mi sento all’altezza di definirle poesie, io che amo la poesia e solo alla poesia permetto di pizzicare le corde più nascoste della mia anima.

Sto ancora cercando di metabolizzare queste parole, lasciate su Amazon. Inutile negare anche la lacrimuccia che è rotolata giù. Per le cinque stelle? No. Per un motivo ben diverso. Per il senso che ha questa raccolta per me, per cosa rappresenta, per quanto in essa ci sia di me, certo più che nel contenitore chiamato corpo. Dall’altra parte qualcuno non ha letto le mie poesie, che ancora fatico a chiamare tali, per me sono sempre stati dei link scritti di getto su tumblr o in pagina, parole frammiste a schegge della mia anima vomitate per lo più in lunghe notti insonni, buttate lì senza rileggere.

No, non le ha lette. Dall’altra parte le ha assorbite, se le è spalmate sulla pelle e ha lasciato che penetrassero, le ha ascoltate. Ha lasciato che la sua anima si infettasse. Le ha vissute, fino in fondo, bevendo il calice fino all’ultima goccia, fino a incontrare la mia anima. L’ha vista, la sfiorata. L’ha conosciuta. Uno scambio intimo e profondo. Grazie non basta, ma è un grazie dall’anima che altre parole non ha per descrivere quelli che sono veri, autentici, profondi incontri.

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Non posso dare molto perché ho poco, ma quel poco lo giuro, è in ogni singola parola che prende vita da queste mani, da quest’anima.

Con il cuore, sempre ❤

EliBì

 

Frammenti sparsi…

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“Non volli mai sapere il suo nome. A che sarebbe servito? Donne così non le chiudi fra parentesi. L’unico segno che le rappresenti è quello che ti imprimono addosso e che ti marchia in eterno, senza che tu possa farci niente. Accadono così, quasi per caso: incrociano i tuoi occhi per un fottutissimo attimo e tutto cambia. Tu cambi. E quando si voltano e vanno via, perché stai pur certo che se ne andranno, resterai da solo ad annusare quel marchio ancora vivo su cui non ti resta che versare un po’ di sale e sperare che la tequila ti uccida presto. Perché senza di lei finirai per annegare e se non sarà la tequila, allora sarà il rimpianto ad ammazzarti, ma questo, sappilo, brucia molto di più”.

©Elisabetta Barbara De Sanctis – aprile 2016 all rights reserved

 

 

Dentro te

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DENTRO TE

Sono debole carne
che implode nelle attese
trasuda piacere
che mi impasta le dita
Annusami
Respirami
Leccami
Sono il tuo sapore
Sono la tua essenza
Sono vita

(©Elisabetta Barbara De Sanctis – aprile 2015 all rights reserved)

Racconto erotico in e-book: Coriandoli d’anima

Buon giorno, con qualche giorno di ritardo segnalo il mio nuovo racconto erotico Coriandoli d’anima, uscito il 28 febbraio, nella collana di Attimi Infiniti, un progetto di cui vi avevo già parlato in occasione di una intervista qui, nel mio salottino.

Mi piacerebbe conoscere il vostro parere perché in questo racconto ho effettuato un esperimento: la storia è narrata in terza persona, ma il punto di vista è quello di lui. Sì, da donna ho provato a scandagliare questa volta la psiche maschile, chi mi legge da un po’ sa che non riesco a scrivere cose uguali o simili tra loro. Quando scrivo scivolano nelle parole i miei pensieri, le mie emozioni più profonde e mi diverto; non nel senso che rido, quello accade di rado e mai quando la narrazione riguarda scene erotiche intense o passaggi drammatici. È lo scrivere in sé che mi diverte nel senso che ne ho bisogno, mi fa stare bene, mi piace e, affinché ciò sia possibile, ho bisogno di farlo non come “lavoro”, ma seguendo il mio istinto e il caos che mi alberga dentro. Quindi sperimentare per me è necessario per mantenere accesa quella fiamma.

Raccontare la storia dal punto di vista di Alfredo, il protagonista, mi è venuto spontaneo, non ho incontrato difficoltà, ho seguito le parole e da queste mi sono lasciata condurre. Però adesso che il racconto è nelle vostre mani mi piacerebbe sapere che ne pensate perché confesso che, a posteriori, mi sono data della matta da sola. Ci sono passaggi in cui Alfredo racconta delle sue emozioni, e lì nessun problema, in fondo l’emotività è legata alla parte femminile che è in ognuno di noi e come donna è forse normale che mi venga spontaneo interpretarla e renderla in parole. Ma cosa ne sa una donna di cosa prova un uomo, di cosa sente, quando l’eccitazione gli serpeggia dentro? E di quei momenti in cui raggiunge il culmine?

Mi piacerebbe conoscere il parere delle lettrici, che questa volta sono protagoniste attraverso un lui, ma soprattutto dei lettori: siete riusciti a calarvi nel personaggio? In cosa, secondo voi, come donna non sono riuscita a esprimere appieno il caleidoscopio di emozioni e sensazioni che vivete in momenti come quelli descritti nel racconto? O ci sono riuscita?

Un piccolo estratto per voi:

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“Fu allora che la vide. Poteva essere una vagabonda o forse era solo una battona in pausa e lui non era solito prestare attenzione a nessuna delle due categorie, ma l’istinto gli suggerì che non era né l’una e né l’altra. Mosse altri due passi verso di lei e si fermò a osservarla: se ne stava seduta sui gradini di una chiesetta con un tacco rotto, le calze sfilate, la testa china e le mani fra i capelli. Si avvicinò ancora per sincerarsi che stesse bene e lei sollevò la testa, bucandolo con due occhi come non li aveva mai visti, neri come quella notte senza luna, occhi capaci di scavarti dentro e prenderti l’anima, solo per farne coriandoli”.

Per chi fosse interessato a proseguire nella lettura, il racconto è disponibile su Amazon, sul sito di Attimi Infiniti, su Kobo, La Feltrinelli, Ibooks, Google Play, Ibs e tanti altri, quindi controllate sul vostro store preferito con il titolo o con l’autore, c’è!

Buona lettura e… aspetto i vostri commenti, qui o su Amazon!

Con il cuore, sempre ❤

EliBì

 

Resa

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RESA

A quella parte di me
A volte celata
Non per pudore
Né per decoro
Porgo l’orecchio
Tendo la mano
Vendo la carne
E offro l’anima
(Elisabetta Barbara De Sanctis)

Muta

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MUTA

Mi spoglio la notte
Di parole che vorrei urlare
Quando soffia il vento
Per non fare rumore
E scivola il silenzio
In un letto disfatto
Bucandomi l’anima
Solo per sentirne l’odore
Respiro
Ancora
Vivo
Ancora
Spengo le stelle
E lentamente muoio
Come fossi niente
Come fossi amore

 

(©Elisabetta Barbara De Sanctis – settembre 2015)