Comunicazione importante

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A malincuore, se non interverranno novità, entro la mezzanotte del 2 giugno questo blog verrà chiuso.

L’adeguamento alla cookie law, la nuova normativa sulla privacy e sull’utilizzo dei cookie, per le mie risorse non è possibile.

Ho provato a creare il banner come richiesto dalla legge, stavo lavorando sull’informativa, ma la piattaforma wordpress non mi aiuta visto che non ho modo di intervenire sull’html del blog e non riesco a installare nemmeno i plugin. Per la legge basta che ci siano i pulsanti di condivisione sui social e già i cookie diventano di profilazione e non sono più solo tecnici e questo complica ulteriormente il tutto.

Non sono un’esperta, il mio lavoro mi porta ad occuparmi di tutt’altro e questo è un angolo per farmi conoscere come scrittrice. Non ho tempo per occuparmi di altro e le mie spesso infinite capacità hanno un limite.

Pertanto, a meno che io non riesca ad avere informazioni che possano aiutarmi, il blog verrà chiuso e, se dovesse accadere, lascerò qui uno spicchio di cuore.

EliBì

 

“Sto arrivando” – le disse con una voce calda …

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“Sto arrivando” – le disse con una voce calda e un tono vagamente enigmatico. Ogni sua parola le procurava un fremito. Avvertì un dolce languore farsi strada nel suo corpo. Una sensazione di calore si impossessò di lei. Lo voleva, Dio come lo voleva. Era dalla mattina che giocavano a stuzzicarsi, lo facevano sempre, ogni volta che potevano, rubando gli attimi del tempo loro concesso. Messaggi sensuali, provocazioni, allusioni … sempre velatamente erotiche, quanto bastava ad accendere la fantasia e rendere l’attesa deliziosamente straziante. Sentì suonare alla porta e andò ad aprire con il cuore in tumulto. Lui entrò nella stanza e la fissò con uno sguardo malizioso ed eccitato. La osservò dalla testa ai piedi, con lentezza esasperante. Notò il lieve rossore sulle guance e le labbra leggermente dischiuse. Il respiro di lei, lievemente ansimante. Si soffermò sulla scollatura della camicetta di seta color avorio, su quei seni che premevano contro la stoffa, già eccitati. Scese sui fianchi, fasciati da una semplice gonna nera, e immaginò il reggicalze sotto il tessuto leggero. Scese lungo le gambe, indugiando, a lungo. Sentì la propria eccitazione premere prepotente nei pantaloni, bastava il pensiero di lei a farlo impazzire, era stregato da quella donna. Avrebbe voluto prenderla subito, lì, ma scansò con forza quel pensiero. Si avvicinò e la baciò, avidamente, cercando la sua lingua con foga. Lei rispose al bacio con passione, pronta a darsi a lui, era ciò che aspettava, ciò che voleva. Ma dopo qualche istante lui si scostò ed estrasse qualcosa dalla tasca. Una striscia di seta nera. E mentre gliela annodava lasciandola al buio lei udì la sua voce roca dal desiderio sussurrarle in un orecchio: “Stasera è per te piccola. Per te sola. Voglio farti godere oltre ogni limite”.
E a quelle parole sentì il piacere bagnarla e iniziare a scivolare fra le gambe …

(© Elisabetta Barbara De Sanctis – proprietà intellettuale riservata)

La guardai per un attimo, in maniera distratta …

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“La guardai per un attimo, in maniera distratta, ma qualcosa di indefinito catturò il mio sguardo e tornai a cercarla con gli occhi nella penombra di quella stanza piena di fumo. Ne avevo viste tante di donne splendide nella mia lunga e dissoluta vita da essermi assuefatto alla bellezza femminile e quella che avevo davanti era una bella donna, senza dubbio, anche se piuttosto comune. Eppure c’era qualcosa in lei che mi impediva di distogliere lo sguardo. Accarezzai allora con gli occhi quelle curve morbide cercando di capire il perché del battito furioso nel mio petto e della bocca stranamente riarsa. D’improvviso quegli uomini seduti nella stanza con espressione adorante mi parvero un po’ meno imbecilli di quanto mi fossero sembrati pochi minuti prima, quando ero entrato con aria annoiata solo per fare un favore ad un amico. Adesso in una parte profonda e oscura di me comprendevo la loro espressione e quegli guardi lascivi mi infastidivano per un motivo diverso. Provai l’impulso di alzarmi, di andare verso di lei, coprirla con il soprabito e portarla via da lì e rimasi sbigottito dalla piega che stavano prendendo i miei pensieri, ma non ebbi il tempo di pensare oltre. Lei si voltò e i suoi occhi mi trapassarono l’anima. Fissi nei miei, potevo vederci scorrere i miei pensieri, uno per uno, come in un film. Mi stava leggendo dentro e non so come questo fosse possibile. Poi mi sorrise; o forse sorrise a tutti gli uomini seduti nella stanza. Da quel preciso momento avrei fatto qualunque cosa quella donna mi avesse ordinato di fare. Qualunque”.

(Elisabetta Barbara De Sanctis – All right reserved)

 

Nonostante tutto

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NONOSTANTE TUTTO

Dedicata a chi, come me
ha sempre più domande che risposte
a chi ha smesso ormai da tempo
di voler dare un senso a tutto
a chi prende quel che arriva
quando arriva
come arriva
ma prende
gioca
rischia
vive
ama
e soprattutto
nonostante tutto
sorride
perché il sorriso più vero
è proprio quello
del nonostante tutto.

(Elisabetta Barbara De Sanctis)

 

 

 

Poesia in musica: Le mie scarpe & Sasha

phAndreaLeone

LE MIE SCARPE

Guardale
sono consumate
impolverate
fuori moda
ma ci ho fatto tanta strada
pensavo a volte
di non avere nulla
solo un paio di vecchie scarpe
però erano lì
a ripararmi dal temporale
quando le altre più belle
si facevano da parte
erano lì
quando la strada si faceva sterrata
a soffrire con me
a consumarsi per me
e oggi che vado
incontro al mio destino
non c’è altro
di cui ho bisogno

(Elisabetta Barbara De Sanctis)

Il brano che mi ha ispirato … ❤

 

Sono passionale. Prendo, lascio, sento …

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Sono passionale.
Prendo, lascio, sento, vivo, apro il cuore, chiudo il cuore.
Tutto, intensamente.
Non sono in vendita, né tanto meno in saldo.
Sono il lusso che non ti potrai mai permettere.
Sono il tuo dono inaspettato.
Sono passionale, non una facile da portarsi a letto per due gemiti e un paio di lenzuola da stropicciare.
Do tutta l’anima in cambio anche di pochi grammi di cuore, possono bastare.
Ma potrebbe non bastarne più uno intero quando per me è giunto ormai il tempo di andare…

(Elisabetta Barbara De Sanctis)

 

La vita è una. E’ un dono.

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Ci sono persone che passano il loro tempo a lamentarsi di tutto e tutti. Hanno sempre il dito puntato all’esterno e, se con loro non siamo soldatini obbedienti che ingoiano il loro mal dire senza obiezioni, allora ai loro occhi diventiamo il nemico da combattere e vituperare.

E’ facile riconoscerle perché amano manipolare di traverso e sottobanco, hanno sempre la parola “Io” in bocca e trascinano gli altri nelle loro beghe di quartiere.
Vanno evitate o, se non si può, almeno assunte a piccole dosi perché intossicano.
Ci sono cose che capitano, belle e meno belle. Ma capitano a tutti anche se spesso ci sembra di meritare la fascia d’onore delle disgrazie. E per puntare un dito verso gli altri ne stiamo puntando altri quattro verso di noi.
La vita è una. E’ un dono. A noi la decisione di cosa fare di ogni singolo giorno finché non sarà l’ultimo.

(Elisabetta Barbara De Sanctis)