Invisibile

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INVISIBILE

Ascolta la notte

Respirala

Sono io

Che ti sto sfiorando

Mentre le tue mani mi cercano al buio

Io sono lì

Accanto a te

Sono io

Che ti scivolo addosso

Suadente

Che ti ghermisco l’anima

Impudente

Indecente

Prepotente

Perché mi appartieni

Ora e sempre

E ogni notte

Quando il mondo tace

Verrò da te

Perché senza te

Io sono niente senza te

©Elisabetta Barbara De Sanctis 25/06/2016 all rights reserved

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Frammenti sparsi…

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“Cos’è che ci lega così tanto all’amore? Ci avete mai pensato? Quel sentimento spesso rinnegato, a volte vituperato, ma sempre agognato, desiderato, rincorso e aspettato. Soprattutto aspettato, quando stringiamo i pugni e non solo i denti, traditi, abbandonati o forse solo un po’ persi, con un vuoto al posto del cuore, proprio lì dove, pare, alberghi l’amore. Ma si sa, a volte c’è il trucco e c’è l’inganno e ciò che dovrebbe essere non è, semplicemente perché è così che vanno talvolta le cose. Allora lo prendiamo quel cuore e lo nascondiamo in un cassetto, l’ultimo, quello in fondo, fra calzini bucati e mutande dimenticate con i colori stinti e le molle un po’ allentate, quelle che non metti più, ma che non butteresti per nessuna ragione al mondo perché hai visto mai che resti senza, senza calzini e senza mutande in un giorno di pioggia, quando anche il cielo ha deciso di mettersi a lavare e tu allora decidi di restare. E quel giorno le metterai quelle mutande, li indosserai quei calzini che tanto stanno bene con la tua anima bucata e con un cuore un po’ slabbrato che fatichi a ricucire perché si sa, le cose a furia di usarle si consumano, ma tu di indossarlo non smetterai mai. Lo sai, lo sai che potrebbe arrivare quel giorno in cui finirai per aprire proprio quel cassetto e metterai quei calzini, metterai quelle mutande e quel tuo stupido, malandato, inesauribile cuore perché è così che vanno a volte le cose, perché, in fondo, tu non sei altro che Amore.”

 
©Elisabetta Barbara De Sanctis – aprile2016 all rights reserved

Frammenti sparsi…

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“Non volli mai sapere il suo nome. A che sarebbe servito? Donne così non le chiudi fra parentesi. L’unico segno che le rappresenti è quello che ti imprimono addosso e che ti marchia in eterno, senza che tu possa farci niente. Accadono così, quasi per caso: incrociano i tuoi occhi per un fottutissimo attimo e tutto cambia. Tu cambi. E quando si voltano e vanno via, perché stai pur certo che se ne andranno, resterai da solo ad annusare quel marchio ancora vivo su cui non ti resta che versare un po’ di sale e sperare che la tequila ti uccida presto. Perché senza di lei finirai per annegare e se non sarà la tequila, allora sarà il rimpianto ad ammazzarti, ma questo, sappilo, brucia molto di più”.

©Elisabetta Barbara De Sanctis – aprile 2016 all rights reserved

 

 

Dentro te

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DENTRO TE

Sono debole carne
che implode nelle attese
trasuda piacere
che mi impasta le dita
Annusami
Respirami
Leccami
Sono il tuo sapore
Sono la tua essenza
Sono vita

(©Elisabetta Barbara De Sanctis – aprile 2015 all rights reserved)

Resa

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RESA

A quella parte di me
A volte celata
Non per pudore
Né per decoro
Porgo l’orecchio
Tendo la mano
Vendo la carne
E offro l’anima
(Elisabetta Barbara De Sanctis)

Palpiti

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PALPITI

Quanto duole la carne
Avvelenata di mancanza
Mentre giace inerme
Intrisa di attesa
Negli angoli della speranza

(Elisabetta barbara De Sanctis – Settembre 2015 all rights reserved)

 

TU

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TU

Mi batti sottopelle
Lì  dove nasce il peccato
Tu respiri
Ed io…ti ascolto…

(Elisabetta Barbara De Sanctis)