No alla violenza sulle donne e Contest di poesia Riflesso di Donna

Come di certo saprete, oggi 25 novembre è la Giornata mondiale contro la violenza sulle donne. Tanto ci sarebbe da scrivere in merito, ma a volte preferisco il silenzio e dedicare una pausa di riflessione a leggere, a documentarmi e a capire se, nel mio piccolo, sto facendo abbastanza e cosa posso fare di più, perché abbastanza non è mai.

Circa due settimane fa, in una di queste pause, mi è venuta l’idea di un contest di poesia su una delle mie pagine Facebook, Velo di donna, per riflettere e dare la possibilità di farlo con uno strumento che è innocuo, eppure potente: la poesia.

Davvero sono così ingenua da pensare di poter cambiare il mondo a suon di versi?

No, ma mi piacerebbe. Eppure, il giorno che smetterò di credere che le parole, la lettura, la ‘cultura’ possano rendere questo mondo un posto migliore, sarà il giorno in cui questa vita non avrà più senso. Ma la vita HA un senso ed io non smetterò mai di credere e di sognare.

Questo contest non è nulla, meno di una goccia nel mare, ma mi piace pensare che possa servire a sensibilizzare tutti noi. Sì, noi, tutti quanti nessuno escluso, perché anche qui, in occidente e in Italia in particolare, la violenza è ancora tanta. Troppa. Fisica, emotiva, psicologica.

Ho buttato lì un’idea e dopo pochi minuti erano già in tanti a dirmi ‘sì, ci sono!’.

Due le poesie vincitrici: La sirena ferita di lementelettriche, scelta da Annarita Faggioni, cara amica nonché scrittrice, poetessa, Direttrice e founder del blog “Il piacere di scrivere” e Presidente di Giuria del Concorso nazionale “Ispirare la Fantasia”; Amore oscuro di Ari B., scelta dai lettori attraverso i like e i commenti.

Adesso mi faccio da parte e vi lascio a queste due stupende poesie, invitandovi a leggerle tutte qui, nell’album in pagina; sono una più bella dell’altra e meritano il tempo che vorrete dedicare loro.

 

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LA SIRENA FERITA
Una sirena ferita
T’ha pretesa, come una cosa.
Una cosa che il denaro non ha pagato.
T’ha posseduta, come un’amante.
Un’amante che non ha mai fatto l’amore.
T’ha costruita, come un baluardo.
Una estrema difesa che l’ha pure coperto.
Intanto la tua vita è (tra)scorsa: e tu
– Penelope di quest’epoca neoantica –
tessevi tela mentre lui (tr)amava.
Ma non ti amava, no: ti picchiava.
Penelope: mani stanche, mani strette,
– tese a tessere e (in)tessere –
finchè c’è un filo di fiato, di respiro…
donna e acrobata su quello stesso filo.
Una volta – prima di adesso – eri sirena
il canto tuo ammaliava l’universo mondo,
declinavi amore e non mai tradimento:
poi, d’un colpo, la violenza e lo sgomento.
Penelope che senza voce gridavi invano
e, fra bianco e nero, ti sei coperta piano,
il caleidoscopio della tua vita?
Rosso sangue, è l’ennesima ferita.
Agli altri colori – apparentemente sbiaditi –
vai coi ricordi, ma sai bene che è tardi,
come un omaggio dovuto, un condono,
pioverà ora il candeggio del tuo (per)dono.
Tessi Penelope, prendere e (com)prendere:
– anche le sue pene toccheranno solo a te –
scomposta in particelle infinitesimali, tu,
ti sarai rialzata, per i figli tuoi, e continuerai.
Solo un gran gomitolo per rattoppar brandelli,
– districando mille e più nodi – è tutta la tua vita.
La cattiveria, il sacrificio: la ferocia è inaudita.
©lementelettriche

La scelta è stata così motivata: la lirica è un’unione di universi e suggestioni parallele: Penelope e le sirene sono declinate in una veste inedita e originale, sempre a livelli rispetto alla sofferenza della donna, che sembra dominare tutto (e che in effetti domina tutto il suo mondo). Dal punto di vista formale, anche le figure retoriche di suono intarsiano belli accostamenti, senza perdere di semplicità e di pacato vigore. (Annarita Faggioni)

 

Ari Boselli

AMORE OSCURO
Rimira nello specchio
pover donna,
il suo volto tumefatto.
La stessa mano che
l’ha accarezzata,
ora l’ha picchiata.
I lividi
il suo trucco,
le labbra gonfie,
col sangue marcio,
la veste strappata,
la sua chioma scarmigliata.
Il demone schifoso,
ora è un uomo
senza onore,
che il corpo ha massacrato,
della donna che
un dì ha amato.
Non ti arrendere
all’amore oscuro.
Alza la testa DONNA!
Scegli l’amore puro.
 (©Ari B.)

 

Tanti sono stati i like e i commenti di apprezzamento su Amore oscuro e ad Ari B., a lementelettriche e a tutti gli altri bravissimi autori va il mio apprezzamento, la mia ammirazione e il mio grazie per avermi permesso di presentare poesie bellissime, intense, piene di dolore, ma anche di speranza e di forza, quella forza che è nella natura di ogni Donna, nelle sue lacrime, nei suoi silenzi, in ogni livido, del corpo e dell’anima.

Grazie ❤

EliBì

 

Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: un accenno…

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Nel 1999 l’Onu scelse il 25 novembre come giornata mondiale di sensibilizzazione per la violenza contro le donne.
Perché questo giorno?
Perché tra le tante date intrise del sangue di donna, fu scelta quella dell’assassinio delle sorelle Mirabal, 4 donne dominicane torturate e massacrate per la loro disobbedienza al regime dittatoriale di Trujillo.
Non serve ricordare questa data quel giorno e basta. Non serve silenzio. Siamo state in silenzio già troppo.
Occorre combattere, con fermezza e dignità. Ogni giorno.
Ma per farlo occorre conoscere, capire, comprendere, metabolizzare molto più di quanto pensiamo di sapere.
Credo fermamente con tutta me stessa nei principi di uguaglianza e libertà e ogni giorno nel mio piccolo getto un seme. E’ una scelta di vita. Perché il mondo non si cambia con le parole né con i silenzi. Quelli servono solo a commemorare i morti.
Il mondo è dei vivi.
E si cambia solo con i fatti.

25/11/1960 – 25/11/2014 Dimenticare: MAI!!!

(Elisabetta Barbara De Sanctis)