Giornata mondiale contro la violenza sulle donne: un accenno…

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Nel 1999 l’Onu scelse il 25 novembre come giornata mondiale di sensibilizzazione per la violenza contro le donne.
Perché questo giorno?
Perché tra le tante date intrise del sangue di donna, fu scelta quella dell’assassinio delle sorelle Mirabal, 4 donne dominicane torturate e massacrate per la loro disobbedienza al regime dittatoriale di Trujillo.
Non serve ricordare questa data quel giorno e basta. Non serve silenzio. Siamo state in silenzio già troppo.
Occorre combattere, con fermezza e dignità. Ogni giorno.
Ma per farlo occorre conoscere, capire, comprendere, metabolizzare molto più di quanto pensiamo di sapere.
Credo fermamente con tutta me stessa nei principi di uguaglianza e libertà e ogni giorno nel mio piccolo getto un seme. E’ una scelta di vita. Perché il mondo non si cambia con le parole né con i silenzi. Quelli servono solo a commemorare i morti.
Il mondo è dei vivi.
E si cambia solo con i fatti.

25/11/1960 – 25/11/2014 Dimenticare: MAI!!!

(Elisabetta Barbara De Sanctis)

 

 

Sono una donna

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Nessuno può immaginare
quel che dico quando me ne sto in silenzio
chi vedo quando chiudo gli occhi
come vengo sospinta quando vengo sospinta
cosa cerco quando lascio libere le mani.
Nessuno, nessuno sa
quando ho fame quando parto
quando cammino e quando mi perdo,
e nessuno sa
che per me andare è ritornare
e ritornare è indietreggiare,
che la mia debolezza è una maschera
e la mia forza è una maschera,
e quel che seguirà è una tempesta.
Credono di sapere
e io glielo lascio credere
e io avvengo.
Hanno costruito per me una gabbia affinché la mia libertà
fosse una loro concessione
e ringraziassi e obbedissi.
Ma io sono libera prima e dopo di loro,
con loro e senza loro
sono libera nella vittoria e nella sconfitta.
La mia prigione è la mia volontà!
La chiave della mia prigione è la loro lingua
ma la loro lingua si avvinghia intorno alle dita del mio
desiderio
e il mio desiderio non riusciranno mai a domare.
Sono una donna.
Credono che la mia libertà sia loro proprietà
e io glielo lascio credere
e avvengo.

(Joumana Haddad)

 

 

Quelle come me regalano sogni, anche a costo di rimanerne prive…

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“Quelle come me regalano sogni,
anche a costo di rimanerne prive…
Quelle come me donano l’Anima,
perché un’anima da sola è come
una goccia d’acqua nel deserto…
Quelle come me tendono la mano
ed aiutano a rialzarsi, pur correndo il rischio
di cadere a loro volta…
Quelle come me guardano avanti,
anche se il cuore rimane sempre qualche passo indietro…
Quelle come me cercano un senso all’esistere e,
quando lo trovano, tentano d’insegnarlo
a chi sta solo sopravvivendo…
Quelle come me quando amano, amano per sempre…
e quando smettono d’amare è solo perché
piccoli frammenti di essere giacciono
inermi nelle mani della vita…
Quelle come me inseguono un sogno…
quello di essere amate per ciò che sono
e non per ciò che si vorrebbe fossero…
Quelle come me girano il mondo
alla ricerca di quei valori che, ormai,
sono caduti nel dimenticatoio dell’anima…
Quelle come me vorrebbero cambiare,
ma il farlo comporterebbe nascere di nuovo…
Quelle come me urlano in silenzio,
perché la loro voce non si confonda con le lacrime…
Quelle come me sono quelle cui tu riesci
sempre a spezzare il cuore,
perché sai che ti lasceranno andare,
senza chiederti nulla…
Quelle come me amano troppo, pur sapendo che,
in cambio, non riceveranno altro che briciole…
Quelle come me si cibano di quel poco e su di esso,
purtroppo, fondano la loro esistenza…
Quelle come me passano inosservate,
ma sono le uniche che ti ameranno davvero…
Quelle come me sono quelle che,
nell’autunno della tua vita,
rimpiangerai per tutto ciò che avrebbero potuto darti
e che tu non hai voluto…”

Alda Merini

 

Te lasciarti essere te tutta intera

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Te
lasciarti essere te
tutta intera
Vedere
che tu sei tu solo
se sei
tutto ciò che sei
la tenerezza
e la furia
quel che vuole sottrarsi
e quel che vuole aderire
Chi ama solo una metà
non ti ama a metà
ma per nulla
ti vuole ritagliare a misura
amputare
mutilare
Lasciarti essere te
è difficile o facile?
Non dipende da quanta
intenzione e saggezza
ma da quanto amore e quanta
aperta nostalgia di tutto-
di tutto
quel che tu sei
Del calore
e del freddo
della bontà
e della protervia
della tua volontà
e irritazione
di ogni tuo gesto
della tua ritrosia
incostanza
costanza
Allora
questo
lasciarti essere te
non è forse
così difficile

(Erich Fried)

Quelli non erano occhi. No. Erano un diario.

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Quelli non erano occhi. No.
Erano un diario. Di quelli con la chiave che nascondi sotto al cuscino.
C’era tutto. Ci potevi leggere tutto.
Erano il racconto di chi è sopravvissuto. Ancora e ancora.
Di chi ha sofferto e gioito. 
C’erano segni di battaglie qualche volta vinte, il più delle volte perse.
C’erano segnate tutte le cadute e tutte le volte che si era rimessa in piedi.
A guardarli bene ci vedevi anche l’ombra di un barattolo di colla,
quella sempre a portata di mano per ogni volta
che era stato necessario rimettere insieme qualche pezzo.
Fragili e stanchi. Li vedevi fragili e stanchi a volte.
E dolci. Di quella dolcezza che resta indomita nonostante il disincanto.
Quella che non molla, che non molla mai. 
Quella che cerca sempre e comunque il buono e il bello
anche se a volte deve scavare a mani nude.
No. Quelli non erano occhi.
Erano manoscritti antichi.
Erano anima. Erano pelle.
Erano chimere. 
Erano viaggi. 
Viaggi infiniti.
Viaggi del cuore. 
(©Elisabetta Barbara De Sanctis)

 

 

L’Amore non lo sfiora il cuore. Entra sfondando le porte.

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L’Amore non lo sfiora il cuore.

Entra sfondando le porte.

Ti travolge. Ti spaventa. Ti annienta.

Ti scortica la pelle mettendo a nudo ogni cicatrice.

E penetra. Penetra.

E devasta. Inesorabile.

Ti abbandoni.

E lo ascolti affondare nell’anima.

Pretende e ti prende.

Possiede.

Non fa sconti.

E’ sangue. E’ linfa.

E’ vita.

(Elisabetta Barbara De Sanctis)