Palpiti

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PALPITI

Quanto duole la carne
Avvelenata di mancanza
Mentre giace inerme
Intrisa di attesa
Negli angoli della speranza

(Elisabetta barbara De Sanctis – Settembre 2015 all rights reserved)

 

TU

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TU

Mi batti sottopelle
Lì  dove nasce il peccato
Tu respiri
Ed io…ti ascolto…

(Elisabetta Barbara De Sanctis)

 

Sono passionale. Prendo, lascio, sento …

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Sono passionale.
Prendo, lascio, sento, vivo, apro il cuore, chiudo il cuore.
Tutto, intensamente.
Non sono in vendita, né tanto meno in saldo.
Sono il lusso che non ti potrai mai permettere.
Sono il tuo dono inaspettato.
Sono passionale, non una facile da portarsi a letto per due gemiti e un paio di lenzuola da stropicciare.
Do tutta l’anima in cambio anche di pochi grammi di cuore, possono bastare.
Ma potrebbe non bastarne più uno intero quando per me è giunto ormai il tempo di andare…

(Elisabetta Barbara De Sanctis)

 

Era fatta di istinti.

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“Era fatta di istinti. Da ogni poro della pelle trasudava una sorta di malinconia mista a furore. Nelle pieghe di quella carne morbida si celava ogni sorta di promessa. Era inconsapevole di quanta dannazione stavo divorando per ingoiarla tutta, per berne ogni stilla che sarei riuscito a spremere dal suo frutto caldo e succoso. Affondai i denti e la sentii urlare in uno spasimo che assaporai fin nella gola. E poi mi chiese di farlo ancora. Era dolce. Era perversa. E mi avrebbe condotto giù fino all’inferno”.

(Elisabetta Barbara De Sanctis – Aprile 2015 Proprietà intellettuale riservata)

 

La notte …

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La notte è fatta di tante cose. Di sogni, confinati in qualche angolo, liberi finalmente di vivere oltre i cancelli imposti dal dovere e dalla logica. Di inquietudini, vaghe e impalpabili, eppure capaci di strattonarti per svegliarti perché hanno bisogno di compagnia e a star sempre da sole si sono un po’ stancate. Ma la notte è fatta anche di rumori, di assenze, di presenze … e di pensieri …

Buon giorno a questo nuovo giorno … con un caffè …

 

Elisabetta Barbara De Sanctis

 

Guardo quella bambina che non gioca con le bambole…

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Guardo quella bambina che non gioca con le bambole perché i grandi non possono aspettare.

Gli occhioni sono un po’ tristi, la vorrei abbracciare. Vorrei prenderla per mano e dirle:

“Vieni, andiamo! Avrai tempo per studiare! Ora andiamo a giocare! E andiamo al mare e poi ti porto a volare con l’altalena!”

“Facciamo anche le bolle di sapone?”

“Sì, tesoro, facciamo anche le bolle di sapone e ci soffiamo e le facciamo volare!”

E vorrei vederlo splendere, gioioso, felice, allegro … vorrei vedere quel sorriso …

(Elisabetta Barbara De Sanctis)

 

Ch’io vinca o perda ha poca importanza.

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[…] Ch’io vinca o perda ha poca importanza. Continuerò a sfidare il destino, provando a truccare le carte, inseguendo miraggi, fabbricando sogni. Perché quelle come me si avvelenano di illusioni, si intossicano di vita, ma muoiono di malinconia.[…]

(Elisabetta Barbara De Sanctis – Marzo 2015 Proprietà intellettuale riservata)

 

Live your dream

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Ho capito di aver smarrito il mio. Non lo trovo proprio più. Ormai da diverso tempo qualunque cosa io faccia viene fuori distorta, sbagliata. Inseguendo il mio sogno, mi sono persa. Inseguendo la necessità e il bisogno che questa vita a volte ti mette davanti prove che non sai come le affronterai, mi sono persa. E ancora c’è chi mi tira per la manica, chi dà buoni e cattivi consigli che in questo momento non voglio. Perché sono confusa e rivendico il sacrosanto diritto di respirare per riprendere fiato e capire dove devo andare visto che, com’è giusto, se sbaglio sono io che pago. Passerà anche l’ennesima bufera e cercherò la mia strada, il mio sogno, il mio angolo.
E buon giorno …
(Elisabetta Barbara De Sanctis)

 

La mia scatola magica

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Oggi avevo bisogno di fare pulizie e mi sono messa d’impegno a preparare scatole e scatoloni, che tanto fra non molto serviranno. E pensavo … quei pensieri che ti arrivano leggeri mentre sei impegnata a fare altro dopo troppo tempo di inattività forzata.

Pensavo a Me, alla me bambina, a quel soldo di cacio già donna adulta e alla sua scatola magica. Credo che tutti abbiamo avuto la nostra scatola magica. La mia era una scatola di scarpe vuota rubata alla mamma e con dentro i miei tesori. Ci ho percorso migliaia di chilometri, sempre con me. Guai a chi me la toccava! E la tenevo sempre chiusa. Solo se stavo male mi concedevo il dono di aprirla. Mi mettevo nel letto tutta pomposa con i cuscini a tenermi sollevata e chiedevo mi si portasse “la scatola”. Dopodiché chiedevo a chiunque fosse presente di lasciarmi sola. (Eh sì, mi comportavo già da allora da principessina sul pisello!).

Il momento era sacro. Tutto mio. Lentamente sollevavo il coperchio della scatola e ne svelavo ai miei occhi il contenuto, occhi incantati e rapiti come fosse la prima volta. Eccolo quello yo-yo tutto pelosetto, le mie biglie di vetro, due matite colorate, una monetina, due conchiglie ancora profumate di passeggiate in riva al mare … il mio mondo incantato. Nulla esisteva più. E anche la febbre scendeva chissà perché molto più velocemente che con le medicine.

Oggi pensavo che non mi sono mai accorta che quando butto giù i miei pensieri sono quella bambina, ancora. Carta e penna, diario e matita, smartphone o computer. Sono lei. O meglio, lei è me. Con qualche sogno in meno, con qualche disillusione in più, ma ci ritroviamo. E quelle conchiglie sono oggi i versi strampalati che butto giù quando mi capita … anche se a volte chiamarli “versi” lo trovo eccessivo. Pensieri, meglio. Parole concatenate con qualcosa che assomiglia ad un senso. E le biglie? E le matite? E il mio yo-yo??? Ecco.

La mia scatola è fatta di tante piccole cose messe insieme alla rinfusa con l’unica nota comune che sono mie, che sono legate a momenti, a ricordi, cose che anche se nuove mi emozionano e mi fanno sentire viva … e fanno scendere la febbre.

Oh mamma … ho perso il filo del discorso … dove volevo andare a parare con questi ricordi di zucchero filato? Ah sì … il blog … credo che da oggi in poi non sarà più solo di poesia perché la mia scatola non è fatta solo di conchiglie salmastre. La mia scatola è eclettica, strampalata, pazzerella e tutta colorata, come me. Ho bisogno di aprirla di nuovo quella scatola. Ho bisogno di vita. Ho bisogno di magia. Ho bisogno di essere me. Qui. Adesso.

(Elisabetta Barbara De Sanctis)