Luce di donna

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Capita. Capita che le Anime si sfiorino. Sono attimi di luce e hai la sensazione che non esista il tempo e non esista la distanza. Momenti, preziosi, da afferrare e custodire con cura perché sono questi i momenti che a volte lasciamo da parte, lasciandoci fagocitare da ciò che ci turba. Questi momenti ci sono, capitano, belli come lucciole che svolazzano e ci fanno emozionare come quando eravamo bambini.

Voglio condividere con voi amici dei versi. Non li ho scritti io, li ho ricevuti in dono da un’Anima amica. Un pensiero delicato, una dedica fatta da un cuore verso un altro cuore ed è lì adesso che queste parole splendono della loro luce. Sono ancora commossa per aver ispirato simili parole e grata all’Universo per i doni che mi elargisce, a piene mani.

Grazie a te … Oltre … ❤

 **Luce di donna**

Lasci e ricomponi,
scrivi e ti emozioni.
parli alle tue parole e lasci che esse gridino
la pienezza dell’anima tua

Figlia di felici virgole e lacrime di tanti punti,
dentro la visione del cuore,
che sogna vola e viaggia in te.

attraversa il tempo,
corri dentro gli occhi che incontrano i tuoi,
apri lo sguardo del mattino
chiudi la sera nella penombra di quel verso .

e quando sarai infondo a l’oltre che appartiene solo a te
spoglia la malinconia
crea la magia……… scrivi …donna di luce
scrivi………..senza mete .
..oltre♥

Di: “Oltre”

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Oltre … The Sacrifice – Michael Nyman

Oltre il tempo

Oltre il dolore

Giù nell’abisso

Nel fragore

Del silenzio

Al di là

Di tutto

(Elisabetta Barbara De Sanctis)

Guardo quella bambina che non gioca con le bambole…

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Guardo quella bambina che non gioca con le bambole perché i grandi non possono aspettare.

Gli occhioni sono un po’ tristi, la vorrei abbracciare. Vorrei prenderla per mano e dirle:

“Vieni, andiamo! Avrai tempo per studiare! Ora andiamo a giocare! E andiamo al mare e poi ti porto a volare con l’altalena!”

“Facciamo anche le bolle di sapone?”

“Sì, tesoro, facciamo anche le bolle di sapone e ci soffiamo e le facciamo volare!”

E vorrei vederlo splendere, gioioso, felice, allegro … vorrei vedere quel sorriso …

(Elisabetta Barbara De Sanctis)

 

Sotto l’acqua scrosciante della doccia sentii che mi afferrava …

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“Sotto l’acqua scrosciante della doccia sentii che mi afferrava da dietro, tirandomi i capelli con una mano mentre l’altra teneva insieme i polsi. Il suo peso addosso, a bloccarmi contro la parete di vetro. Le sue labbra sul collo. Morbide. Indecenti. Con un ginocchio mi fece aprire ancora di più le gambe. Sapevo cosa stava per fare. Sapevo cosa voleva. Era ciò che desideravamo entrambi, da quando ci eravamo incontrati, poche ore prima. Ore trascorse a fare l’amore, lì in quella stanza ormai nostra. Ma non eravamo sazi. C’era in noi ancora una voglia di prenderci, come animali in calore, Un bisogno dannato che gli leggevo negli occhi. Lo stesso strazio che mi attanagliava le viscere. Quella mano lasciò andare i capelli e scivolò sulla mia pelle bagnata. Si soffermò sui seni, stringendoli fin quasi a farmi male e un gemito strozzato si fece strada sulle mie labbra. Poi la sentii scendere inesorabile verso il basso. Impietosa nella sua lentezza. Avrei voluto prenderla e spingerla fra le mie cosce, ma ero bloccata, inerme, alla mercé di quella lenta tortura. Finché la sentii arrivare dove la volevo, lì, sul mio sesso pulsante.
“Ti prego …. “
E mentre lo imploravo sentii le sue dita affondarmi dentro e iniziare a muoversi a proprio piacimento. Dolci. Decise. Brutali. Fitte di piacere mi devastavano e gemevo più forte. E affondava più forte.
“TU sei mia!”
Sentii il piacere esplodere nel mio corpo. Sapevo che quello era solo l’inizio. Non ci saremmo fermati. Non prima di fotterci l’anima e la carne. Non prima di esserci marchiati. Così da ritrovarci. Ancora. E ancora….
 (©Elisabetta Barbara De Sanctis – Dicembre 2014 Proprietà intellettuale riservata)

Quelle mani sapevano condurla ad un soffio dall’abisso…

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Quelle mani sapevano condurla ad un soffio dall’abisso, lasciandola prostrata e affamata. E ricominciavano. Ancora. E ancora. Si fermavano lì, sull’orlo di quel precipizio in cui bramava di spingersi, lasciandola sospesa e smarrita. E ricominciavano. Ancora. Sentiva l’anima lacerarsi, arsa dalla fiamma che le divorava le viscere. Sedotta. Straziata. Posseduta. Amata.
Quelle dita … sapevano inventarsi il peccato…
 (©Elisabetta Barbara De Sanctis – Dicembre 2014 Proprietà intellettuale riservata)

E c’è un luogo in cui non sei Tu, non sono Io. Siamo Noi.

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E c’è un luogo in cui non sei Tu, non sono Io.

Siamo Noi. Pura vibrazione. Passione infinita. Emozioni che scorrono fluide.
Lì ti attendo, in silenzio. So che arriverai.
Io sentirò il tuo profumo. Tu sentirai il mio respiro.

E quando le tue labbra sfioreranno le mie, spegnerò la luce.

Saremo Noi la Fiamma che brucerà illuminando la notte …

(Elisabetta Barbara De Sanctis)

Non chiedo molto. Solo un abbraccio. Il Tuo abbraccio.

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Non chiedo molto. Solo un abbraccio. Il Tuo abbraccio.

Ma che sia sempre caldo per me. Che sia il mio rifugio quando ho freddo.

La mia tana quando piango. La mia casa quando sorrido. Che sia sempre quel patto silenzioso che ci unisce dentro.

Pensi di farcela? Pensi di potermi tenere sempre fra le tue braccia? Pensaci. Pensaci perché se dici di sì … io poi … resto …

(Elisabetta Barbara De Sanctis)