Realtà virtuale o virtuale reale?

©Mircea Suciu

 

E’ da un po’ che alcuni pensieri mi frullano in testa. A dire la verità ne ho sempre, a velocità più o meno sostenuta, ma poi ogni tanto alcuni mi mettono da parte e diventano loro i protagonisti del mio fantomatico nonché surreale palcoscenico immaginario. Non che io mi impegni molto per tenerli a bada, sia chiaro.

Per chi si ritrova a scrivere sul web credo sia impossibile non incappare prima o poi in quelle che chiamo “stranezze”, ma che non riesco per il momento a definire diversamente. E qui credo che il mondo di facebook si sia guadagnato sul campo e a pieno titolo il primo premio, seguono poi i vari tumblr, twitter e via via gli altri social.

Tolgo chi usa il web solo per lavoro. Ce ne sono? Spero di sì. Magari oltre il lavoro qualche scambio con parenti e amici sul social preferito, foto di manicaretti, vacanze e parentado. E in fondo era così anche per me, almeno fino a circa tre anni fa, finché davvero un po’ per caso e un po’ per gioco, aprii la prima pagina su facebook. Mi sentivo un po’ come Alice in un Paese che se era delle meraviglie non lo sapevo, ma che mi piaceva come mi piacciono tutte le cose nuove, le nuove avventure, le nuove cose da imparare. E poi potevo timidamente cominciare a usare la tastiera e non più solo penne, matite e fogli di carta. Bello. Decisamente affascinante. O forse no, forse sono solo io che davanti a quel che non conosco me ne sto sempre a bocca aperta e parte la sfida con me stessa del “devo capire ad ogni costo come funziona”.

Confesso che ci ho messo un po’ di tempo a capire che entrare nel “mondo delle pagine” è quasi l’equivalente del “pillola rossa o pillola blu” del buon Morpheus solo che a seguire il coniglio bianco ti ritrovi in quello che non pensi possa esistere: una realtà parallela. Ben strutturata pure. Tutto virtuale. Famiglie, professioni, matrimoni e pure divorzi. Gerarchie strutturate da chi ormai si vanta di essere presente lì da anni. Sì, mentre alcuni di noi da anni studiano, lavorano e si spaccano la schiena nella vita di tutti i giorni, questi hanno scoperto la realtà parallela ideale dove nemmeno devono pagare il mutuo o gli alimenti alle ex mogli e concubine.

Voi direte che non c’è niente di male, ognuno vive come vuole. E certo. Peccato però che questa oligarchia sia disposta a tutto per mantenere il proprio dominio su noi comuni mortali, e quando dico tutto intendo tutto. Maghi del raggiro e della truffa, illusionisti, saltimbanchi e imbonitori che spesso riescono ad entrare nella vita delle persone “normali” che per quanto accorte non sanno quanto può essere virale l’infezione. Davvero, non ce la fai a starci dietro, sono tanti, tutti parenti virtuali con capostipiti, prozie e trisavoli. Ah no, questo no. Sono tutti giovani e forti, come in Beautiful che Brooke Logan alias Forrester alias alias alias ti chiedi come fanno gli sceneggiatori a non sbagliare e farla accoppiare con qualche figlio o nipote.

Gente con decine e decine di profili, maschili e femminili per accontentare tutti. E che caos quando i profili si commentano tra di loro come fossero di persone diverse e ti chiedi se non sia il caso di farti vedere tu da un terapeuta bravo perché a quanto pare loro sono normali. Molti di questi sono gran rotture di scatole perché si limitano a segnalarti profilo e/o pagina o a calunniarti se solo non fai parte del giro e vuoi startene fuori dai giochi. Altri sono più pericolosi, a volte molto pericolosi. Giro su bacheche di amici e li ritrovo ovunque, non li estirpi, non ce la fai. Anche perché, creato il format, lo esportano ovunque mettono piede. Tumblr, twitter, pinterest, google+. Arrivano, colonizzano, appestano. E ogni social o angolo del web non è più lo stesso dopo la loro calata.

Ecco che l’espressione “realtà virtuale” mi appare oggi una enorme contraddizione in termini. Per me non esiste una realtà “vera” in contrapposizione ad una “virtuale”. Per me esiste La Realtà, fatta di persone fisiche che usano la tecnologia. O più spesso abusano. Ma sempre di persone parliamo, persone che comunicano virtualmente, ma persone, reali. Se invece la “realtà virtuale” è questa parte del web dove le persone si annidano solo per dare sfogo alla loro psicopatologia quotidiana, repressi nelle loro insoddisfazioni, vivendo tutte le vite che non possono vivere, assumendo più identità di quante mutande e calzini abbiano nel cassetto allora qualcosa non mi torna. E’ questo il mondo in cui rischiano di incappare tanti minori con conseguenze spesso gravi. Ma le madri sono impegnate a cercare il maschio alfa che le capisca e le protegga e le salvi dalla matrigna cattiva e i padri a fingersi multimilionari che sfrecciano su Ferrari o dominanti sempre con fruste e verghe in mano. A fronte di tutto questo la realtà non può che apparire loro ancora più scialba e insipida.

Ora che i miei pensieri si sono sfogati li rimetto per un po’ dentro al cassetto.

Però mia nonna aveva proprio ragione a dirmi che ogni tanto se non accendo un fuoco, un fuocherello o fosse anche solo un fiammifero non sono contenta. Lei sì che ne sapeva del mondo e di ciò che è reale quando affondava le mani nella terra o spalava il letame.

(Elisabetta Barbara De Sanctis)

Photo: ©Mircea Suciu – All Rights Reserved

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