La mia scatola magica

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Oggi avevo bisogno di fare pulizie e mi sono messa d’impegno a preparare scatole e scatoloni, che tanto fra non molto serviranno. E pensavo … quei pensieri che ti arrivano leggeri mentre sei impegnata a fare altro dopo troppo tempo di inattività forzata.

Pensavo a Me, alla me bambina, a quel soldo di cacio già donna adulta e alla sua scatola magica. Credo che tutti abbiamo avuto la nostra scatola magica. La mia era una scatola di scarpe vuota rubata alla mamma e con dentro i miei tesori. Ci ho percorso migliaia di chilometri, sempre con me. Guai a chi me la toccava! E la tenevo sempre chiusa. Solo se stavo male mi concedevo il dono di aprirla. Mi mettevo nel letto tutta pomposa con i cuscini a tenermi sollevata e chiedevo mi si portasse “la scatola”. Dopodiché chiedevo a chiunque fosse presente di lasciarmi sola. (Eh sì, mi comportavo già da allora da principessina sul pisello!).

Il momento era sacro. Tutto mio. Lentamente sollevavo il coperchio della scatola e ne svelavo ai miei occhi il contenuto, occhi incantati e rapiti come fosse la prima volta. Eccolo quello yo-yo tutto pelosetto, le mie biglie di vetro, due matite colorate, una monetina, due conchiglie ancora profumate di passeggiate in riva al mare … il mio mondo incantato. Nulla esisteva più. E anche la febbre scendeva chissà perché molto più velocemente che con le medicine.

Oggi pensavo che non mi sono mai accorta che quando butto giù i miei pensieri sono quella bambina, ancora. Carta e penna, diario e matita, smartphone o computer. Sono lei. O meglio, lei è me. Con qualche sogno in meno, con qualche disillusione in più, ma ci ritroviamo. E quelle conchiglie sono oggi i versi strampalati che butto giù quando mi capita … anche se a volte chiamarli “versi” lo trovo eccessivo. Pensieri, meglio. Parole concatenate con qualcosa che assomiglia ad un senso. E le biglie? E le matite? E il mio yo-yo??? Ecco.

La mia scatola è fatta di tante piccole cose messe insieme alla rinfusa con l’unica nota comune che sono mie, che sono legate a momenti, a ricordi, cose che anche se nuove mi emozionano e mi fanno sentire viva … e fanno scendere la febbre.

Oh mamma … ho perso il filo del discorso … dove volevo andare a parare con questi ricordi di zucchero filato? Ah sì … il blog … credo che da oggi in poi non sarà più solo di poesia perché la mia scatola non è fatta solo di conchiglie salmastre. La mia scatola è eclettica, strampalata, pazzerella e tutta colorata, come me. Ho bisogno di aprirla di nuovo quella scatola. Ho bisogno di vita. Ho bisogno di magia. Ho bisogno di essere me. Qui. Adesso.

(Elisabetta Barbara De Sanctis)

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